Prendersi cura dei più piccoli

È ormai prossima la stampa del giornale di Pasqua del GMM “Un pozzo per la vita”. Come sempre, appena comincerà l’invio per posta, il giornale sarà pubblicato in pdf anche sul nostro sito internet. Oggi, vi offriamo un’anticipazione sulla foto di copertina scattata, questa volta, nell’orfanotrofio dei Santi Innocenti di Natitingou.

È l’ora del bagnetto all’”Orphelinat des Saints Innocents” di Natitingou, nel Nord del Benin. La foto (come quelle che compaiono nelle prossime pagine a corredo della lettera di Alpidio Balbo o degli articoli sui lasciti testamentari) è stata scattata da Fabrizio Arigossi nel centro d’accoglienza che ricorda nel nome la strage degli innocenti ordinata da Erode.

È un'opera della diocesi cattolica, retta dal vescovo Antoine Sabi Bio, che ospita circa novanta bambine e bambini. Le ragazze vi rimangono fino ai sedici anni, i maschi fino ai cinque, poi vengono trasferiti in un altro centro d'accoglienza.

La struttura è definita "orfanotrofio", ma i piccoli ospiti non si trovano qui perché rimasti senza genitori. Molti di essi sono stati strappati all’abbandono o alla morte. Provengono dai villaggi della regione dove, a causa delle superstizioni, vengono considerati portatori di sfortuna perché nati podalici, con anomalie e malformazioni o perché nel parto hanno provocato la morte o danni fisici alla madre.

Destinati a morire subito dopo la nascita, i parroci dei paesi vicini o le suore delle missioni, avvertiti a volte dagli stessi parenti o da altri abitanti dei villaggi, riescono a recuperarli in tempo e li portano in questo orfanotrofio, gestito da suore aiutate da alcune donne volontarie che si prestano ad accudire i bambini. Qui trovano chi si prende cura di loro in un ambiente sereno e possono crescere e ricevere un’educazione in attesa di un ritorno in famiglia o di una nuova famiglia che li accolga.