Portare un aiuto

Prosegue il viaggio di Alpidio Balbo in Benin. Il fondatore del GMM si trova da alcuni giorni nel nord del Paese dell'Africa occidentale per visitare alcuni delle missioni storiche legate all'organizzazione di volontariato, ma anche alcuni dei progetti realizzati negli ultimi anni.

Dopo la visita alla Maison de l’Esperance delle suore salesiane a Cotonou ed una sosta presso il Centro femminile di Bohicon ed il Centro medico dei Camilliani di Davougon, l'ultimo lebbrosario del Benin, Balbo, con il vicepresidente del GMM, Franco Fasoli, ed il responsabile dei progetti, Fabrizio Arigossi, si è diretto verso nord. Numerose le tappe, fra cui quella alla scuola Hibiscus di Parakou, alla Scuola di sartoria “Nestor Assogba” ed al Centro di formazione “Liweitari” di Natitingou, all'Ospedale "St. Padre Pio" N'dali, all’orfanotrofio di Ouenou ed al Centro “Yenu Geo” e complesso scolastico "Maria Adelaide" di Bembereke.

Proprio qui c'è stato uno degli incontri più commoventi, quello con Dafia, un bambino di 13 anni denutrito dalla nascita e abbandonato dai genitori, che non riesce a camminare, ma solo a stare in piedi. È stato accolto dalle suore Figlie del cuore di Maria e frequenta la scuola presso il complesso "Maria Adelaide".

"Dovremmo fare nostre queste situazioni - ha detto Balbo - Se ho cominciato ad impegnarmi per l'Africa, 50 anni fa, è perché in poche ore ho visto morire sei bambini. L'ho raccontato innumerevoli volte, ormai, e sono stato ascoltato da tanti benefattori ed anche dai mezzi di comunicazione che mi hanno molto aiutato facendo conoscere quel che raccontavo. Ora sono di nuovo qui proprio per portare ancora un aiuto a queste persone perché ci sono ancora moltissime situazioni drammatiche. Grazie con tutto il cuore con quello che farete".

Nelle foto, visita alla Maison de l’Esperance di Cotonou, al Centro di formazione “Nestor Assogba di Natitingou, all’orfanotrofio di Ouenou ed al complesso scolastico “Maria Adelaide” di Bembereke.