Godjeme, 20 anni nel nome di Graziano
Il 20 febbraio di vent’anni fa, a causa di un incidente in elicottero a San Pietro in Cariano (Vr), moriva Graziano Bortolotti, imprenditore bolzanino di 62 anni. Nel suo nome, per iniziativa della moglie e dei figli e con l’aiuto di parenti, amici e del GMM, uno dei luoghi da lui visitati in occasione di un viaggio in Africa, è diventato un Centro medico-sanitario che offre una la speranza di una vita migliore a tante persone.
Poche settimane prima dell’incidente, insieme alla moglie Cristina e ad Alpidio Balbo, Graziano aveva visitato alcune delle opere realizzate dal GMM in Benin e Togo. In Togo era rimasto particolarmente colpito dalle drammatiche condizioni igienico sanitarie del villaggio di Godjeme. Qui l’unica struttura era costituita da due capanne di fango dove le donne giacevano per terra su due materassi lerci e partorivano su un tavolaccio di tre assi inchiodate. Tornato in Italia aveva espresso il desiderio di fare qualcosa per portare aiuto a quelle persone incontrate nello sperduto villaggio nella savana togolese. Non ha fatto in tempo a farlo in prima persona, ma per lui e nel suo nome, la sua famiglia ed i suoi amici hanno dato vita ad una maternità annessa al dispensario costruito dal GMM, dove le donne sono seguite durante la gravidanza e possono partorire in sicurezza. Negli anni la struttura sanitaria, oggi riconosciuta dal governo del Togo, è cresciuta e non solo è diventata un presidio fondamentale per la salute della popolazione che vive nei dintorni di Godjeme, ma ha permesso ad alcuni giovani di formarsi e sviluppare una professionalità in campo sanitario messa al servizio dei più bisognosi.
Nella foto: Graziano Bortolotti insieme alla moglie Cristina durante il viaggio in Africa di vent’anni fa ed il dispensario-maternità di Godjeme

