Un forage contro la droga

Un “forage” contro le tossicodipendenze: è quello di Gbedavo, villaggio a pochi chilometri da Dassa-Zoumè, in Benin. La fonte d’acqua potabile, una di quelle realizzate nel corso del 2022 dal GMM, è collocato presso il Centro d’accoglienza, cura e reinserimento per malati mentali e tossicodipendenti aperto dall’associazione “San Camillo de Lellis” di Gregoire Ahongbonon, “l’uomo che in Africa libera i malati di mente in catene”, come lo definisce la stampa internazionale.

Lo scavo di un “forage” era una delle necessità più urgenti per il centro “Oasis d’Amour” che sorge in una zona non servita dalla rete idrica e i cui ospiti (si prevede di arrivare ad accogliere circa 350 pazienti) non possono uscire per cercare e rifornirsi di acqua.

Il nuovo centro dell’Associazione “San Camillo de Lellis”, oltre che di malattie mentali, si occupa anche di tossicodipendenze. Nonostante la povertà e le difficoltà economiche in cui versa la popolazione del Benin, sono, infatti, sempre più numerosi i casi di giovani e meno giovani vittime delle droghe, soprattutto di quelle sintetiche, a basso costo, ma molto devastanti.

La perforazione, dotata di una torre piezometrica con serbatoio da 50 m³, assicura l’acqua necessaria al fabbisogno del Centro compresa l’irrigazione dei terreni la cui coltivazione costituirà una delle attività riabilitative per i pazienti.

Nella foto, Gregoire Ahongbonon (primo da destra in prima fila) con gli operai durante i lavori per il forage di Gbedavo