Diario di viaggio 17: il saluto del nunzio
Ultimo giorno in Benin ed ultimo di una lunga serie di incontri che hanno arricchito questo viaggio. È quello con il nunzio apostolico, mons. Michael Blume, che, a poche ore dalla partenza, ci riceve presso la nunziatura.
Statunitense, di una diocesi vicino Chicago, mons. Michael Blume è a Cotonou da 5 anni, dove è arrivato dopo aver lavorato a Roma, al Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e dopo sedici anni di impegno missionario, con i Verbiti, in Ghana. La sua attività missionaria l'aveva spesso portato in Togo e Benin, Paesi che quindi conosce bene. L'incontro, per quanto breve, è l'occasione per illustrare al nunzio i programmi futuri del GMM e l'impegno a fianco delle diocesi del Benin. Da parte sua, mons. Blume rivolge al Gruppo Missionario Merano un sincero augurio di buon lavoro.
Lasciata la nunziatura è tempo di prepararsi a tornare a casa. L'imbarco sul volo dell'Air France per Parigi è previsto tra circa quattro ore. Difficile fare in poche righe un bilancio di quindici giorni vissuti così intensamente, probabilmente sarebbe presunzione anche solo provarci. Ci sarà tempo. Sono tante le immagini che portiamo con noi dal Benin. Una è certamente quella di un Paese in cui vivere è un'impresa tutti i giorni. Quella più forte, però, è certamente quella che ci hanno consegnato tante persone che dedicano la loro esistenza a far sì che la vita sia degna di essere vissuta. Per tutti. Con queste persone si è intrecciata la storia del Gruppo Missionario Merano che è solo una piccola parte della storia del Benin, ma non per questo meno significativa.
Giuseppe Marzano
Nelle foto, il nunzio apostolico del Benin, mons. Michael Blume (in alto) e, sotto, insieme ad Alpidio Balbo.

