Diario di viaggio 15: frontiera chiusa
Neppure oggi è stato possibile entrare in Togo. La chiusura delle frontiere terrestri del Paese durante le elezioni presidenziali che si sono svolte ieri ci ha costretti ad abbandonare definitivamente l'idea di visitare le strutture sostenute dal GMM a Togoville, Tabligbo e Godjeme.
Appena svegli, ci viene riferito che le frontiere terrestri del Togo sarebbero state riaperte in anticipo rispetto al previsto. La notizia ci fa ben sperare. Partiti da Ouidah, lungo la strada costiera che conduce a Grand-Popo, raggiungiamo il confine fra Benin e Togo ad Agoué per scoprire che le cose stanno diversamente. Lungo il percorso, negli ultimi chilometri prima della frontiera, lunghe colonne di camion fermi ai bordi della strada indicano già che il passaggio è chiuso. E, infatti, quando arriviamo alla semplice sbarra che segna l'uscita dal Benin, la troviamo chiusa. Il tempo di chiedere informazioni per avere conferma di quanto ormai e già chiaro e Bachirou inverte la marcia per tornare alla “base” presso la Porta del non ritorno di Ouidah.
Ne approfittiamo per concederci un pomeriggio di riposo dopo i circa 3.400 chilometri, in gran parte di piste e strade sterrate, percorsi attraverso il Benin in meno di due settimane. Domani torneremo a Cotonou per gli ultimi impegni in programma: raccoglieremo notizie sul centro agricolo realizzato a Porto Novo e domenica pomeriggio, poche ore prima di imbarcarci sul volo per Parigi, incontreremo il nunzio apostolico.
Giuseppe Marzano
Nelle foto: sopra, la sbarra chiusa al confine di Agoué fra Benin e Togo e, sotto, le colonne di camion fermi da tre giorni.

