1.650 ore per le mamme africane

È stata alta l’adesione al progetto “Un’ora per l’Africa - Solidarietà per un parto sicuro”, grazie al quale centinaia di collaboratrici e collaboratori dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige hanno donato quasi 34.000 euro (corrispondenti a circa 1.650 ore di lavoro) al Gruppo Missionario "Un pozzo per la vita" Merano ed ai Medici dell’Alto Adige per il Terzo Mondo.

Quello che segue è il comunicato dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige.

L’iniziativa, che era partita il 16 dicembre 2013 e che si è conclusa lo scorso 28 febbraio, aveva un ambizioso obiettivo umanitario: raccogliere fondi per supportare il lavoro delle due associazioni che da anni sono impegnate sul fronte dell’assistenza alle donne che, per partorire, si rivolgono agli ospedali di Attat in Etiopia e di N’Dali nel Benin del Nord.

"Il ponte della solidarietà tra la nostra Azienda e le due associazioni che beneficeranno della generosità delle/dei nostre/i collaboratrici e collaboratori parte da molto lontano: sono infatti davvero tanti i medici e gli operatori tecnico-assistenziali che negli anni hanno donato le proprie conoscenze mediche ed infermieristiche alle popolazioni fortemente disagiate del Terzo Mondo. Per quanto ci riguarda, il legame più stretto si è però indubbiamente instaurato con gli ospedali africani di Attat e N’Dali, anche per le numerose apparecchiature mediche che una volta dismesse dai 7 ospedali della Provincia sono state donate a queste strutture”, afferma con entusiasmo il direttore generale dott. Andreas Fabi.

“Come direzione generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige abbiamo da subito fortemente sostenuto questa lodevole iniziativa. Eravamo certi che anche molte collaboratrici e numerosi collaboratori l’avrebbero pensata come noi e così, con l’aiuto dei Direttori del Personale dei quattro Comprensori sanitari, abbiamo dato il via a tutta una serie di azioni che alla fine ci hanno portato ad una perfetta organizzazione per la raccolta delle numerosissime donazioni”, spiega il direttore amministrativo dott. Marco Cappello.

I 33.787 euro raccolti grazie all’iniziativa saranno equamente ripartiti tra le due associazioni di volontariato “Medici dell’Alto Adige per il Terzo Mondo” e “Gruppo Missionario Merano – Un pozzo per la vita” e serviranno dunque per continuare a garantire un parto sicuro alle numerose donne che ogni anno vengono assistite presso gli ospedali africani di Attat e N’Dali.

Nelle foto: l'Ospedale San Padre Pio di N'Dali (Foto Press Arigossi)