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Una cometa a Godjeme

13.3.2015 - Lo scorso primo febbraio, a Godjeme, in Togo, è stato festeggiato il decimo anniversario del Centro medico sociale "Graziano Bortolotti". Erano presenti la moglie di Graziano, Cristina, ed il figlio Riccardo. Cristina Bortolotti, componente del direttivo del GMM, ci offre una cronaca di quei giorni ricordando la storia del centro medico la cui costruzione ha seguito personalmente.
Domenica primo febbraio: grande movimento oggi al dispensario-maternità "Graziano Bortolotti" a Godjeme, piccolo villaggio di capanne di fango perso nella "brousse" nel Sud del Togo. Dappertutto fervono i lavori e con grandi sorrisi ci viene augurata da ognuno la "bonne arrivée".
Festoni colorati ondeggiano sopra le nostre teste, due tettoie di foglie di palma fanno ombra a decine di sedie, vengono sistemati i cavi per il microfono, sotto il portico si stanno apparecchiando tre tavolate ed i vialetti sono per l'ennesima volta puliti da polvere e foglie.
Sì, perché qui oggi è una giornata importante, anzi doppiamente importante.
La storia è iniziata tredici anni fa, quando Alpidio Balbo, fondatore ed allora presidente del Gruppo Missionario Merano, si reca con Graziano e Cristina Bortolotti alla missione comboniana di Tabligbo, in Togo.
Il padre Donato Benedetti accompagna gli ospiti a Godjeme, percorrendo per circa due ore una pista che nella stagione delle piogge si trasforma in un letto di fango.
Vuole mostrare loro l'unica "struttura sanitaria" esistente: due capanne di fango - su una fa bella mostra di sé la scritta a calce "case de santé" - il cui unico arredo è costituito da due materassi per terra ed un tavolaccio di legno su cui le donne danno alla luce i loro bimbi.
Padre Donato chiede al GMM l'aiuto finanziario per costruire un dispensario. Dopo una riunione con gli anziani del villaggio Alpidio Balbo, con il suo grande cuore, ne decide quello stesso giorno la realizzazione.
Poco dopo verrà aggiunta al progetto iniziale una maternità, voluta dalla famiglia Bortolotti in ricordo del marito e padre Graziano, scomparso tragicamente il mese successivo alla visita a Godjeme.
Dopo due anni di lavoro, seguito da padre Elio Boscaini e dagli altri padri comboniani, nel 2005 viene inaugurato il dispensario - maternità "Graziano Bortolotti". Successivamente sarà padre Gaetano Montresor e, poi, padre Eugenio Ziliani con padre Donato Benedetti a seguire il Centro medico.
Inizialmente, la struttura è sprovvista di elettricità, per cui bisogna arrangiarsi con pile e lampade a carburo, mentre l'acqua di cui dispone è quella fornita da due vasche che raccolgono la pioggia. Ma, "petit a petit", come si dice qui, grazie anche all'aiuto generoso di parenti ed amici, si cerca di migliorare la struttura.
Per prima cosa si acquista un frigorifero per i vaccini che però, non essendoci corrente, deve funzionare a gas. Quindi è la volta di una motocicletta, per consentire al personale sanitario di muoversi.
Poi vengono fatti due passi importanti: si acquista e si installa un generatore per l'energia elettrica e padre Gigi Gambin, da esperto rabdomante, cerca e trova l'acqua.
Col sostegno finanziario del GMM si inizia così lo scavo che si presenta subito difficile, in quanto il terreno è roccioso. Quando ormai si teme di non riuscire nell'impresa, ecco che a trentasette metri di profondità si arriva finalmente alla falda.
"L'eau, l'eau" è il grido di gioia che risuona dal buio delle viscere di questa terra così spesso amara e difficile per i suoi figli!
Da allora il pozzo serve non solo il dispensario - maternità, ma disseta anche la popolazione del villaggio, costretta prima ad andare a prendere l'acqua all'inquinata "sorgente del diavolo".
Sarà, quindi, la volta di un alto muro di cinta attorno al Centro, cosa assolutamente indispensabile a detta di suor Dores, fondatrice e direttrice di un bellissimo ospedale nella zona di Tabligbo. Nel contempo sarà costruita anche una cappella - sala polifunzionale, quale luogo d'aggregazione per i bambini e i giovani del paese. Nel 2014, viene, inoltre, allestito un laboratorio d'analisi.
Grazie agli sforzi compiuti in tutti questi anni, il Centro è stato da poco riconosciuto dal governo quale "Unità sanitaria provinciale" (Usp).
Nel dicembre dell'anno scorso, infine, arriva a Godjeme una grande, bellissima notizia: il GMM ha approvato il finanziamento di un impianto di energia fotovoltaica, in sostituzione del generatore che troppo spesso presentava problemi e non era in grado di garantire con regolarità luce, energia ed acqua.
Questa è, dunque, in breve, la storia del dispensario - maternità "Graziano Bortolotti" ed oggi si festeggiano con la popolazione di Godjeme i suoi primi dieci anni di attività ed anche un altro importantissimo avvenimento.
Per rendere la festa ancora più bella, in sole tre settimane, un tempo da record soprattutto in Africa, è stato realizzato l'impianto fotovoltaico. Un risultato ottenuto grazie al frenetico ed instancabile lavoro del tecnico, Mr. Jacques (che ci ha messo "l'energia del sole"), ed al generoso impegno di padre Donato (che ci ha messo "l'energia del cuore e dell'anima"), proprio colui che tredici anni fa aveva chiesto ad Alpidio Balbo ed al GMM l'aiuto per costruire un dispensario.
Da Aneho è venuto, in rappresentanza del Vescovo impegnato per la giornata dei consacrati, il vicario che, assieme ai cinque padri comboniani, ha celebrato la S. Messa, vivacizzata da balli, ritmi e canti tradizionali composti proprio per l'occasione.
Alla presenza del responsabile della Caritas nazionale, dei rappresentanti del consiglio pastorale, delle autorità civili locali ed, ovviamente, di tutto il villaggio, il vicario ha poi benedetto il nuovo impianto fotovoltaico.
Così, come dice padre Gaetano, "dalla morte è nata la vita" e, d'ora in poi, come dice padre Donato, "nella nostra Bethlehem, la luce della cometa splenderà sul Centro nelle serene notti africane".
Cristina Bortolotti
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