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4.3.2006

Rassegna stampa

Dal quotidiano "Alto Adige":

Balbo, 35 anni vissuti per l’Africa

Un impegno costante che si concretizza in aiuti fondamentali

Con il suo Gruppo il missionario laico oggi fa un bilancio

 

Le cifre parlano chiaro: in 35 anni sono stati costruiti 690 pozzi, 38 scuole, 19 dispensari. Sono 87 i viaggi effettuati da Alpidio Balbo, 160 i container spediti con materiale sanitario, oltre 1500 i bambini adottati a distanza, 54 i bacini artificiali costruiti per attingere l’acqua. In più sale operatorie messe a disposizione. L’elenco potrebbe continuare a lungo perchè - a distanza di 35 anni - è più che mai esemplare il lavoro svolto con il supporto economico di persone generose di tutta la provincia, dal Gruppo missionario di Merano in 38 missioni nei Paesi africani, in particolare nel Benin. Dopo che l’altra sera Alpidio Balbo ha presentato la sua attività in una serata a Bolzano, oggi a Merano - al Convitto Maiense - il Gruppo terrà la sua relazione sull’attività svolta ed Alpidio Balbo (che verso l’Africa sta per ripartire) avrà modo di ricordare anche i 35 anni di sua attività a sostegno di chi ha bisogno.


È lo stesso Balbo che illustra quanto è stato fatto nel 2005 grazie al prezioso aiuto di tantissime persone.
 «Per quanto riguarda la realizzazione di nuovi pozzi - dice Alpidio Balbo - nel corso del 2005 ne sono stati finanziati e costruiti 40, grazie ai versamenti di singoli benefattori, associazioni, scuole, frutto delle numerose conferenze nei circoli e dei moltissimi incontri con insegnanti e alunni in diversi istituti. Nel campo dell’istruzione, è giunto a conclusione il progetto triennale di costruzione della grande Scuola professionale femminile di Bembereke (Benin), cofinanziato dalla Regione Trentino Alto Adige. Nella diocesi di Parakou (Benin) sono state realizzate, sempre con il contributo della Regione, le due piccole scuole elementari nei villaggi di Kika e di Banikanni.
 A Djougou (Benin) è stato completato, ancora con il contributo della Regione, il refettorio da 200 posti nell’ambito di un nuovo internato scolastico. Nella diocesi di N’Dali (Benin), nell’ambito di un progetto di formazione agro-pastorale in cui il Gruppo missionario partecipa con la costruzione delle infrastrutture necessarie (magazzino, capannone, ecc.), è proseguita la realizzazione delle stesse, con il contributo della Provincia di Bolzano. Con la collaborazione dell’associazione “Amici del mondo” di Postal è stato finanziato l’acquisto dell’attrezzatura per l’aula informatica e per la cucina della Scuola professionale femminile di suor Maria Antonietta Marchese a Cotonou (Benin). Il socio Domenico Merlin ha trascorso due periodi, per complessivi 85 giorni, nelle Scuole professionali di falegnameria di Parakou (Benin) e di N’Dali come responsabile tecnico. Per le adozioni a distanza, anche nel 2005 è stato mantenuto il sostegno a 1500 bambini. Molti sono stati gli interventi nel campo socio sanitario: è stata inaugurata la struttura sanitaria di Godjeme (Togo), sono stati realizzati il piccolo centro sanitario nel villaggio di Tchatchou (Benin) e il dispensario nel villaggio di Babarou; sono state acquistate le attrezzature mediche e l’arredo sanitario del dispensario nel villaggio di Quedo - Denou (Benin). Sono iniziati i lavori di costruzione della casa di accoglienza per piccole prostitute a Parakou (Benin) e per il centro sociale e di formazione per ragazze, sempre a Parakou, dove è stato sistemato il pavimento del carcere e nello stesso è proseguita l’opera di assistenza sanitaria ai detenuti.

A Pam Pam, nei pressi di Natitingou (Benin) è iniziata l’opera di costruzione del centro di accoglienza per “Bambini stregoni”, bambini nati con particolari caratteristiche che secondo la tradizione locale sarebbero destinati all’abbandono e alla morte, in quanto portatori di disgrazie... In Benin è stato acquistato il nuovo fuoristrada, indispensabile per verificare in loco i progetti. Nel 2005 sono stati spediti 5 containers contenenti tra l’altro la Tac dismessa dall’ospedale di Silandro e una identica, donataci dalla ditta produttrice come fonte di ricambi, un grande generatore per far funzionare le apparecchiature, oltre a numerosissimo altro materiale sanitario, proveniente in gran parte dall’ospedale di Silandro, dall’ex ospedale Böhler e dall’ex reparto geriatrico di Merano. Tutte queste attrezzature ci sono state cedute gratuitamente dalla Provincia tramite l’Asl di Merano e sono state smontate e caricate grazie al lavoro di numerosi soci e volontari».

Balbo nel 2005 è rimasto in Africa per complessivi 110 giorni, verificando i progetti finanziati e realizzati e controllati quelli in corso di attuazione. (e.d.)

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