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25.06.2010

Primi giorni in Benin

Alpidio Balbo è a Parakou, dove il tecnico Roberto Andriolo si è già messo al lavoro per la manutenzione delle apparecchiature diagnostiche del Centro "Santa Maria" danneggiate nelle scorse settimane da uno sbalzo di tensione della rete elettrica. Nel suo novantottesimo viaggio in Africa, il presidente del GMM è accompagnato anche da Franco Fasoli e Barbara Andreatta, soci di Bleggio in Trentino, e da un giovane amico del Gruppo, Andrea Moccia di Bolzano. Ci hanno inviato un resoconto dei primi giorni in Benin.
Ciao a tutti del GMM da Alpidio, Roberto, Barbara, Andrea e Franco.
Dopo solo due giorni dall'atterraggio all'aeroporto intitolato alla guida spirituale del Benin, il Cardinale Bernardin Gantin, siamo arrivati a Parakou, alla maison St. Jsidor. Siamo in Benin da meno di 72 ore, ma ci sembra di esserci da sempre, tanto ci si sente a casa dappertutto. In ogni dove la presenza del GMM, testimoniata dalle opere realizzate e dalla sincera, calda, entusiastica accoglienza riservata a papà Balbo ed ai suoi compagni di viaggio.
A Cotonou abbiamo incontrato Maria Antonietta, la professoressa salesiana di Torino che da anni permette di aver un futuro alle bambine schiave abbandonate. La sua tenacia è stata fin da subito un'iniezione di energia pura. Non si poteva, sulla strada per Parakou, non far sosta a Bohicon, dove, sotto l'albero dai fiori rossi, le suore e le ragazze del Centro, più di cento, ci hanno riservato un'indimenticabile accoglienza, fatta di suoni, canti, balli e grande emozione per i lavori cui erano intente, ai telai e sulle macchine da cucire, che nel loro frenetico movimento sono una musica per le orecchie di papà Balbo.
A Bohicon abbiamo avuto modo di visitare l'ospedale e centro di nutrizione pediatrico di suor Nadia, piccola, grande donna e medico validissimo che, dopo la formazione in Italia, dedica la sua vita, 24 ore su 24, ai piccoli malati della sua gente. Nadia ha commosso fino alle lacrime tutti noi per l'umanità, sensibilità, dolcezza, compostezza e competenza con cui cura i bimbi, oltre 70, al momento ospitati nel suo centro, accompagnati dalle madri e, in qualche caso, dai papà.
Nadia ci ha mostrato le attrezzature di cui dispone, il radiologico donato dall'ospedale di Bassano e l'ecografo, di cui è particolarmente orgogliosa, fattole avere dal GMM, tramite Roberto Andriolo. E, poi, l'attestato avuto proprio lo stesso giorno di abilitazione alla diagnosi ecografica toraco-pelvico-addominale. Ci ha fatto vedere le radiografie di alcuni suoi piccoli pazienti e ci ha spiegato quanto sia importante per lei essere autonoma nel fare diagnosi strumentali, rispetto al dover ricorrere all'esterno, per taluni approfondimenti, in particolare per le patologie cardiache, con costi proibitivi per le famiglie che si rivolgono a lei. Ci ha poi illustrato e fatto vedere i suoi progetti, in particolare quello del padiglione radiologico. Nadia è veramente grande nel riuscire a salvare tante piccole vite. Non ci vergogniamo di dire di aver versato tante lacrime di commozione.
Abbiamo incontrato poi Mons. Assogba, ex primate del Benin, un uomo di Dio, grande amico di papà Balbo, la cui accoglienza e le parole riservateci ci hanno ricordato in maniera quasi tangibile che Dio esiste. È un padre nel vero senso della parola, in grado di scandagliare l'anima di chiunque gli sia di fronte ed abbia cuore puro. Resterà negli occhi di ognuno di noi l'abbraccio con papà Balbo, al quale Assogba ha riservato l'alto riconoscimento di uomo che ha sempre saputo ascoltare ciò che i popoli di Africa ed i loro pastori avevano e ancora indicano come priorità per loro, rispetto a chi, organismo o privato europeo, pensa di aver individuato per proprio conto ciò che all'Africa serve. Un grande insegnamento per tutti ed un incontro indimenticabile con un uomo i cui occhi e sorriso infondono in tutti coloro che lo incontrano gioia vera e vera pace.
Sulla via per Parakou abbiamo visitato il Centro per la cura della lebbra, buruli e HIV di Sant Joseph di Abomey, dove Bernard e Christian, due padri francesi, si dedicano ai malati di lebbra, ancor numerosi, che ospitano da oltre 30 anni e a chi viene consumato dall'AIDS. È un giardino terrestre, il centro, per come è curato e per come Bernard ed i suoi collaboratori cercano di dare dignità a coloro la cui dignità è stata tolta da malattie vergognose non per chi ne è affetto, ma per noi che facciamo troppo poco per debellarle o per evitarne la diffusione.
A Parakou adesso ci aspettano altri importanti incontri, mentre Roberto fa manutenzione alla TAC del Centro diagnostico di Santa Maria, realizzato dal GMM grazie ad attrezzature ed impianti donati dagli ospedali di Silandro e Bassano del Grappa.
A presto.

Nelle foto: sopra, foto di gruppo con Monsignor Assogba; in basso, Alpidio Balbo e Barbara Andreatta insieme a Suor Nadia a Bohicon.
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