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29.07.2010

Prima l'educazione

La crescita e lo sviluppo del Benin passano dall'educazione. È il senso del messaggio che il vescovo di Natitingou, mons. Pascal N'Koué, ha rivolto alla sua diocesi in occasione del cinquantesimo anniversario dell'indipendenza del Benin, il prossimo primo agosto.
"L'indipendenza di una nazione dipende dalla volontà collettiva e solidale del suo popolo", ricorda Mons. N'Koué, il quale sottolinea la necessità di "una visione del futuro che stimoli le energie e le capacità di lavorare insieme con metodo". "L'autentica indipendenza si ottiene attraverso un'educazione di qualità", aggiunge quindi il vescovo, osservando criticamente che "proprio in questo non siamo stati brillanti: le famiglie non sono state sufficientemente sostenute. I nostri molteplici sistemi scolastici, spesso progettati da qualcun altro, fuori del nostro paese, si sono sempre rivelati una delusione in quanto inadatti ai nostri reali bisogni".
Questa, però, è la strada seguire e Mons. N'Koué invita sacerdoti e laici ad impegnarsi: "Prendiamo in mano il nostro futuro e vinceremo, anche contro il destino. Come possiamo aspettarci che i Beninesi siano competitivi, se valori come l'onestà, la verità, il coraggio, il sacrificio, il gusto della fatica, il senso del dovere ben compiuto, non sono né praticati né insegnati?" Il rischio, avverte, è che "tra 50 anni si parli ancora del nostro Paese come di 'Paese in via di sviluppo', espressione molto cortese per non dire: 'Paese incapace di occuparsi di sé'".
Sul piano dell'educazione e della formazione dei giovani, il vescovo di Natitingou sottolinea il ruolo della Chiesa: "Personalmente – scrive nel messaggio - credo molto nella scuola cattolica, nella quale ogni tipo di formazione, tecnica o professionale che sia, si appoggia sulla formazione dell'anima. Lì si impara ad accettare l'altro nella sua diversità, a rispettarlo e ad amarlo così com'è. Lo spirito può formarsi bene solo in presenza di Dio. Poiché l'essenziale è Dio. La nostra origine è Lui, il nostro fine ultimo, è sempre Lui. E' a lui che dovremo rendere conto. La dottrina sociale della Chiesa mi sembra essere la leva più adatta per aiutarci a giungere ad uno sviluppo completo. Se dopo cinquant'anni, nei nostri manuali, fosse stato introdotto il timore di Dio, i nostri contesti e personalità della politica sarebbero più responsabili. Le opere e le azioni in favore del rispetto della vita e della dignità del più debole sarebbero sovrabbondanti. Ma non è mai troppo tardi per fare il bene".

Nella foto, Mons. Pascal N'Koué (Foto Press Arigossi).
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