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23.02.2010

Diario di viaggio 2: la Casa della Speranza

Primo giorno a Cotonou. Dopo la notte trascorsa presso la Procura delle missioni, la mattina del 22 febbraio, visitiamo la Casa della Speranza, un centro di formazione professionale, costruito dalle Suore salesiane nella zona del mercato Dantokpa della capitale economica e commerciale del Benin.
Ci guida Suor Maria Antonietta, torinese, da dieci anni in Benin. Le ragazze che frequentano il centro (ma c'è anche qualche ragazzo) sono circa ottanta. Suddivise per atelier, seguono corsi di cucina, di panetteria, di pasticceria (ottime le brioches appena sfornate) e di saponeria.
Le vedi circolare nel cortile o per i corridoi del complesso - realizzato anche col contributo del Gruppo Missionario Merano che, grazie alle adozioni a distanza, sostiene anche la sua attività odierna - con le magliette di un colore diverso per ciascun laboratorio.
Imparare un mestiere, però, non basta. La Casa offre anche un corso di gestione, destinato sia alle frequentanti interne che a ragazze che lavorano al vicino mercato, che insegna come avviare e condurre un'attività.
Chi conclude il corso di cucina, può perfezionarsi con il corso di ristorazione. Viene tenuto in un'altra struttura e le ragazze, sotto la guida di chef volontari, mettono in pratica ciò che imparano nel ristorante “Mamma mia”, annesso alla scuola, che a pranzo, dal lunedì al venerdì, offre piatti tipici – solo antipasti, primi e dolci - della cucina italiana. La soddisfazione di Suor Maria Antonietta, mentre racconta dei risultati raggiunti, è evidente: proprietari di altri ristoranti di Cotonou hanno già pranzato al “Mamma mia”, complimentandosi per la qualità della cucina offerta.
Casa della Speranza è la testimonianza che la vita ha qualcosa di buono da offrire anche in contesti sociali difficili, come quello della principale città del Benin. Lo si legge anche nei sorrisi dei bambini che, in una casetta costruita in un cortile vicino, su uno spazio offerto dal proprietario, seguono l'attività prescolare proposta dalle salesiane ai figli di commercianti del mercato, che, impegnati dal lavoro tutto il giorno, non hanno il tempo di occuparsi di loro e non si preoccupano nemmeno di mandarli a scuola.
Giuseppe Marzano

Nelle foto: L'ingresso della Casa della Speranza (in alto) e, in basso, le ragazze del laboratorio di pasticceria ed Alpidio Balbo fra i bambini della pre-scuola delle Salesiane di Cotonou.
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