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02.03.2010

Diario di viaggio 10: un solo cuore

Il Centre de formation feminine sociale “Yenu Geo” di Bemberekè è un'altra pietra miliare nella storia del GMM. Seguendo gli amici missionari e le suore che aveva incontrato arrivando in Benin, Alpidio Balbo, alla fine degli anni Ottanta, è arrivato in questa cittadina sul limite settentrionale della diocesi di N'Dali (ma, all'epoca, la zona, compresa Kandi, era tutta sotto la diocesi di Parakou), dove è stata costruito questo complesso.

“Dans notre diversité formons un seul coeur”: quanto sia impegnativo lo slogan del Centro “Yenu Geo” appare chiaro non appena la superiora, suor Elise Marie Ayatomey, ci spiega che qui sono ospitati ragazzi e ragazze che parlano una quarantina di lingue locali diverse.
A guardarli mentre fanno festa la sera del nostro arrivo, di ritorno da Kandi, non si direbbe. Si avverte una grande sintonia tra i più grandi come tra i più piccoli ed una capacità di divertirsi con la semplicità (si fa per dire, visti i ritmi) delle danze e dei canti tradizionali - soprattutto quando a ballare sono gli ospiti – che non si fa fatica ad immaginare che tutti prendano con grande serietà l'impegno rappresentato da quello slogan.
Il centro offre corsi di formazione professionale (taglio e cucito, tessitura, erboristeria) a circa 80 ragazze. Da qualche anno, è stato aperto anche il complesso scolastico “Marie Adelaide” con una scuola materna, frequentato da 120 ragazzi interni (che dormono anche presso il Centro) e 100 esterni. In previsione, c'è anche la costruzione di una scuola primaria.
La nuova struttura, realizzata grazie al contributo della Regione Trentino Alto Adige, è in via di ampliamento. Nonostante le dimensioni del complesso, ce n'è davvero bisogno, sia per l'attività didattica, sia per poter ospitare in maniera più dignitosa i ragazzi che oggi condividono un dormitorio francamente insufficiente. I lavori che, in questo caso, il centro ha avviato con mezzi propri, sono, però, al momento sospesi per mancanza di fondi.
La casa, che dispone anche di undici collaboratrici e collaboratori laici, è gestita dalle Figlie del Cuore di Maria. Si tratta della stessa congregazione che ha dato vita al Centro di Bohicon ed a quello di Fo-Bouré, quest'ultimo poi passato alle “Petites servantes des pauvres”. È stata fondata durante la rivoluzione francese e questo spiega perché le suore vestano abiti di tutti i giorni. Oltre alla superiora, ci sono suor Michiko Nakaï e suor Rose Hangnoun.
Nata a Tochigi, vicino a Tokyo, suor Michiko ha preso i voti nel 1976 ed è arrivata in Benin dieci anni dopo. È a Bemberekè dal 1989, dalla fondazione del Centro “Yenu Geo” dove tiene corsi per le ragazze e, dal 2005, lavora nel giardino d'infanzia.
Suor Rose, proveniente da un villaggio vicino Bohicon, si divide fra le sue piante medicinali e gli impegni ai congressi internazionali. Nel 1995 ha fatto parte della delegazione di donne africane che hanno partecipato alla Conferenza mondiale per la donna a Pechino. Lo scorso anno, a novembre, ha volato fino in Bolivia per intervenire ad una Conferenza internazionale sull'immigrazione. “È un tema molto sentito anche qui – spiega – perché arrivano molti immigrati dalla Nigeria, dal Niger, dal Burkina Faso e dal Togo e non sempre la convivenza è facile”.
Dopo aver avviato il laboratorio di tessitura e tintura “batick”, suor Rose a Bemberekè si occupa, oggi, della coltivazione di piante medicinali e della produzione di saponi e rimedi medicinali naturali. Ci sono prodotti per tutto o quasi: la malaria, il mal di testa, i dolori intestinali, i piedi stanchi, la febbre, i dolori in generale. Le sue conoscenze derivano dalle tradizioni del suo villaggio, dove ancora oggi si curano con le erbe e le piante che crescono spontaneamente nella brousse, conoscenze che suor Rose trasmette alle sue ragazze.
Sul ruolo della donna in Benin, suor Rose ha le idee chiare: “Se si vuol fare sviluppare il Paese – dice – bisogna costruire sulla donna, perché la donna tiene, mette da parte, consolida, l'uomo no”.
Giuseppe Marzano

Nelle foto: Suor Rose Hangnoun, in alto, e, sotto, i lavori di ampliamento sospesi al Centro Yenu Geo e i balli delle ragazze.

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