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Lo statuto

Articolo 1. Denominazione e sede
È costituita L'associazione Gruppo missionario “Un pozzo per la vita” - Merano, con sede legale in 39012 Merano (Bz), via Ugo Foscolo, n. 1 (fondatore Alpidio Balbo).

Articolo 2. Scopo dell'associazione
L'associazione si propone lo scopo di cooperare allo sviluppo dei paesi e dei popoli, con particolare riguardo ai paesi in via di sviluppo (pvs) e di diffondere la cultura del dialogo fra i popoli. L'associazione si ispira ai valori della fratellanza fra gli uomini e della solidarietà fra i popoli. L'associazione è indipendente da qualsiasi schieramento politico, culturalmente aperta a tutte le persone, senza distinzione di sesso, razza, cultura e religione, purchè queste abbiano una motivazione che condivida i drammatici problemi del terzo mondo e l'impegno di solidarietà per il cambiamento degli attuali rapporti tra nord e sud. L'associazione non persegue fini di lucro e si obbliga a destinare ogni provento, anche derivante da attività commerciali accessorie o da altre forme di autofinanziamento, ai fini istituzionali di cui sopra. L'associazione si propone di promuovere ed attuare iniziative volte alla salvaguardia dei diritti della persona e dei popoli e alla promozione di cultura di pace e di giustizia fondata sul rispetto dell'altro in quanto soggetto paritetico. Tra le iniziative e le attività di cooperazione dell'associazione rientrano: 
  • la realizzazione di progetti a medio e breve periodo che abbiano come oggetto: la progettazione, la fornitura e la costruzione di impianti e di infrastrutture; la fornitura di attrezzature e servizi;
  • la realizzazione di microprogetti, mediante una cooperazione decentrata che coinvolga i beneficiari nella decisione del processo di sviluppo, al fine di incoraggiare le idee locali, di mobilitare energie, competenze e risosre delle popolazioni locali, anche mediante il trasferimento di tecnologie appropriate;
  • il sostegno, la collaborazione e il finanziamento di progetti e di iniziative di promozione sociale proposti dalle realtà e dalle aggregazioni sociali presenti nei paesi del sud mediante azioni di affiancamento responsabili ed efficaci;
  • l'attuazione di interventi per migliorare la condizione femminile e dell'infanzia, per promuovere lo sviluppo culturale e sociale della donna con la sua diretta partecipazione;
  • la realizzazione di programmi di formazione scolastica e professionale, ivi compresi stages di perfezionamento in loco, in altri pvs o in Italia;
  • la promozione del volontariato civile, provvedendo alla formazione e all'addestramento professionale dei volontari e avvalendosi di specifiche convenzioni con organismi già sperimentati in materia di selezione, formazione e invio di candidati;
  • l'attività di sensibilizzazione e di informazione nei confronti dell'opinione pubblica, traendo lo spunto per avviare una educazione alle problematiche dello sviluppo attraverso attività editoriali, conferenze, incontri, seminari, mostre e mediante ogni forma utile di comunicazione;
  • la promozione del dialogo al fine di giungere ad una migliore comprensione delle diverse culture, mediante contatti e incontri tra i popoli dei pvs e le popolazioni delle province italiane;
  • l'attivazione di interventi straordinari destinati a fronteggiare casi di calamità e situazioni di denutrizione e di carenze igienico-sanitarie che minacciano la sopravvivenza di popolazioni;
  • la promozione e l'utilizzazione al proprio interno dell'autofinanziamento, della mobilitazione e della raccolta di risorse finanziarie, quali concreti gesti di partecipazione e di condivisione dei vari progetti e di iniziative di solidarietà.
L'associazione intende svolgere tali compiti in collaborazione con le componenti sociali e amministrative della provincia di Bolzano, della Regione Trentino Alto Adige, nonchè degli enti aventi finalità analoghe in Italia e all'estero. L'associazione potrà avvalersi del supporto di professionisti, enti, organismi, società, istituti di ricerca anche mediante appositi accordi e convenzioni.

Articolo 3. Adesione
L'adesione all'associazione comporta l'accettazione integrale e senza riserve del presente statuto. Chiunque intenda aderire all'associazione deve presentare richiesta scritta al consiglio direttivo; tale richiesta deve essere sottoscritta da almeno due associati, che assumono la veste di garanti per l'associando. Il consiglio direttivo si esprime sulla domanda con decisione non motivata ed inappellabile. Potranno essere nominati membri onorari.

Articolo 4. Quota di iscrizione
L'ammontare della quota di iscrizione annua è fissato dal consiglio direttivo all'inizio del proprio mandato. Questo importo rimarrà invariato per l'intera durata in carica del consiglio direttivo stesso.

Articolo 5. Simpatizzanti dell'associazione
Un rilevante contributo all'opera ed all'attività dell'associazione viene apportato dai simpatizzanti. Sono simpatizzanti tutti coloro che, condividendo pienamente gli scopi dell'associazione e le modalità attraverso cui essa opera, si impegnano a fornire ogni anno un contributo finanziario o di collaborazione, per favorirne fattivamente lo sviluppo e contribuire alle attività da essa svolte. Essi verranno periodicamente tenuti al corrente della vita e dello svolgimento delle attività dell'associazione. I simpatizzanti non hanno diritto di voto nell'assemblea dell'associazione.

Articolo 6. Organi dell'associazione
Sono organi dell'associazione: l'assemblea dei soci; il consiglio direttivo; il presidente; il collegio dei sindaci.

Articolo 7. Assemblea dei soci
Ogni socio ha diritto ad un voto e non puó rappresentare, per delega, più di un socio. La delega puó essere conferita soltanto ad altro socio. L'assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo o, in sua assenza, dal vice-presidente; in assenza di entrambi, dal membro più anziano in età del consiglio stesso.
L'assemblea dei soci: determina il numero e nomina i componenti del consiglio direttivo; nomina i componenti e il presidente del collegio dei sindaci; definisce gli indirizzi operativi dell'associazione e delibera i programmi di attività; approva il bilancio relativo all'esercizio chiuso al 31 dicembre di ogni anno; delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto; delibera sulle responsabilità dei consiglieri; delibera sugli altri oggetti relativi alla gestione dell'associazione che vengono sottoposti al suo esame dal consiglio direttivo o dal collegio dei sindaci; delibera sulla nomina e sui poteri dei liquidatori.
L'assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è convocata dal consiglio direttivo. L'assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all'anno, entro il 31 marzo, per l'approvazione del bilancio.
L'assemblea è inoltre convocata tutte le volte che se ne ravvisi la necessità ovvero su richiesta del collegio dei sindaci, della maggioranza dei componenti del consiglio direttivo o di almeno un terzo dei soci. L'assemblea è convocata per lettera contenente l'indicazione del giorno, del luogo e dell'ora dell'adunanza e l'elenco delle materie da trattare, da inviarsi almeno dieci giorni prima della data della seduta. Le deliberazioni dell'assemblea ordinaria sono prese in prima convocazione a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà dei soci. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti, compresi i soci presenti per delega. Nelle deliberazioni che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.
L'assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dell'atto costitutivo e dello statuto, sullo scioglimento dell'associazione, la liquidazione e le devoluzione del patrimonio sociale, sulla nomina e poteri dei liquidatori. Per modificare l'atto costitutivo e lo statuto occorrono la presenza di almeno tre quarti dei soci e il voto favorevoledella maggioranza dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell'associazione e la devoluzione del patrimonio, occorre il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci. Le deliberazioni dell'assemblea risultano da verbale sottoscritto dal presidente e dal segretario. Le funzioni di segretario sono svolte da un notaio ovvero da un associato scelto dal presidente.

Articolo 8. Consiglio direttivo
L'amministrazione dell'associazione è affidata a un consiglio direttivo, composto da non meno di cinque membri, scelti tra i soci. I componenti del consiglio direttivo durano in carica tre anni, possono essere rieletti e possono essere in ogni momento revocati per giusta causa dall'assemblea. Il consiglio direttivo ha il potere di compiere tutti gli atti necessari per l'attuazione dello statuto e delle delibere dell'assemblea, di curare l'amministrazione dell'associazione, di compiere ogni altra operazione direttamente o indirettamente tesa al raggiungimento degli scopi associativi, ad eccezione di quanto, ai sensi dello statuto e delle vigenti leggi, viene riservato agli altri organi. In particolare il consiglio direttivo provvede a: 
  • eleggere tra i propri membri il presidente e il vice-presidente;
  • predisporre le proposte di programmi di attività;
  • redigere il bilancio al 31 dicembre di ogni anno da sottoporre all'approvazione dell'assemblea entro il 31 marzo successivo;
  • assumere il personale dipendente e fissarne la retribuzione, ovvero conferire in appalto a soggetti specializzati i servizi strumentali alle attività svolte dall'associazione;
  • decidere in ordine agli incarichi professionali, legali, tecnici o altri da affidare a soggetti esterni al'associazione;
  • delegare proprie attribuzioni al presidente, al vice-presidente ed eventualmente ad altri componenti il consiglio determinandone i limiti. Si possono conferire procure speciali a terzi per oggetti determinati.
Il consiglio direttivo è convocato e presieduto dal presidente o, in caso di assenza o impedimento, da chi lo sostituisce a norma del successivo articolo 9. La convocazione è effettuata mediante lettera spedita almeno cinque giorni prima oppure mediante comunicazione telefonica effettuata almeno ventiquattro ore prima. Il consiglio direttivo si riunisce su convocazione del presidente e ogni qualvolta venga fatta richiesta da un terzo dei consiglieri o dal collegio dei sindaci. Le delibere del consiglio direttivo sono validamente adottate a maggioranza assoluta, con la presenza della maggioranza dei componenti in carica. In caso di parità prevale il voto del presidente. Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più consiglieri, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal collegio sindacale. I consiglieri così nominati restano in carica fino alla prossima assemblea, che potrà eventualmente confermarli.

Articolo 9. Presidente dell'associazione
Il presidente del consiglio direttivo è presidente dell'associazione. La rappresentanza legale dell'associazione è conferita al presidente e al vice-presidente disgiuntamente. In caso di assenza o di impedimento del presidente, le sue funzioni sono assunte dal vice-presidente; in caso di assenza o impedimento anche di quest'ultimo, dal membro più anziano del consiglio stesso.

Articolo 10. Collegio dei sindaci
Il Collegio dei sindaci è composto da due membri effettivi e uno supplente, anche estranei all'associazione. I componenti e il presidente del collegio dei sindaci sono nominati dall'assemblea, durano in carica tre anni e possono essere rieletti. Essi possono presenziare, senza diritto di voto, alle sedute del direttivo. I sindaci dovranno accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, redigeranno una relazione al bilancio annuale, potranno accertare la consistenza di cassa e l'esistenza dei valori e di titoli di proprietà sociale e potranno procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

Articolo 11. Patrimonio e finanziamento
Il patrimonio è costituito: 
  • dai beni mobili ed immobili che diventeranno proprietà dell'associazione;
  • da eventuali fondi di riserva costituito con le eccedenze di bilancio;
  • da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.
Le entrate dell'associazione sono costituite:
  • dalle quote sociali;
  • dal ricavato dall'organizzazione di manifestazioni o partecipazione ad esse;
  • da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l'attivo sociale.
L'assemblea potrà determinare prestazioni a carico dei soci, salvo il diritto del socio dissenziente di recedere dall'associazione.

Articolo 12. Recesso ed esclusione dall'associazione
Ogni socio può recedere in qualsiasi momento dall'associazione mediante comunicazione scritta al presidente. Il consiglio direttivo può proporre all'assemblea l'esclusione di un socio nei seguenti casi:
qualora questi si sottragga all'adempimento di determinate funzioni od obblighi liberamente assunti nei confronti dell'associazione;
qualora per due anni di seguito non abbia versato il contributo annuo;
qualora il suo comportamento, accertato in maniera chiara e inequivocabile, sia manifestamente contrario ai principi che regolano l'associazione e ne ledano il prestigio o la coesione.
L'assemblea delibera sull'esclusione del socio con le maggioranze prescritte dall'art. 21, primo comma, del codice civile. Ai soci che comunque abbiano cessato di appartenere all'associazione non spetta alcun diritto a nessun titolo sul fondo comune.

Articolo 13. Scioglimento e liquidazione
Lo scioglimento dell'associazione è deliberato dall'assemblea, che determina le modalità della liquidazione e nomina un liquidatore. Il fondo comune non potrà in nessun caso essere ripartito tra i soci. Dovrà essere devoluto a titolo gratuito a persone, enti o associazioni con attività o fini analoghi a quelli dell'associazione, oppure ad istituzioni di assistenza e beneficenza.

Articolo 14. Controversie
Qualsiasi controversia tra l'associazione e i soci oppure tra i soci sarà rimessa al giudizio di un collegio arbitrale composto da tre membri nominati uno ciascuno dalle parti ed il terzo dai primi due. Il collegio arbitrale giudicherà ex bono et aequo senza formalità di procedura ed il suo giudizio sarà vincolante per le parti.

Articolo 15. Norme di rinvio alle leggi vigenti
Per quanto non espressamente stabilito nel presente statuto si fa esplicito riferimento alle leggi vigenti.



 
 
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