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Nuovi mattoni

11.7.2012 - Carolina scrive da Finale Emilia per ringraziare il GMM dell'aiuto inviato dopo il terremoto che le ha portato via la casa.
Carissimi,
riprendo in mano oggi la mia vita. È grazie a voi se, in parte, ne ho la possibilità e per questo sono qui a scrivervi.
Il 20 di maggio, per molte persone l'esistenza è radicalmente cambiata, io sono tra quelli che hanno avuto casa seriamente lesionata dal sisma. L'abitazione, ora, è inagibile e devono raderla al suolo con tutto il mio passato all'interno; troppo pericoloso il recupero dei ricordi.
Mi reputo persona comunque fortunata; da questa esperienza ho tratto insegnamenti e ho percepito, consistente, la vicinanza di amici e persone che mi hanno permesso di sorridere e resistere, nonostante tutto. Tra queste, naturalmente, anche voi, soprattutto voi e Stefano Balbo che ha sapientemente e magistralmente dato a me la forza di riuscire a sopravvivere donandomi la sua forza.
Diventa difficile, per me, spiegare quanto successo nella mia vita, nell'ultimo mese.
Nella mia vita, come in quella di migliaia di persone, che, come me, hanno visto in venti secondi, cambiata radicalmente la loro esistenza e quella dei loro cari.
In pochi attimi ci siamo sentiti violentati, derubati di ciò che di più caro avevamo; ora comprendo quello che fino ad ieri era solo un'immagine al telegiornale.
Oggi, riguardando la televisione, non sembra vero che quello che mi circondava non ci sia più.
Si deve ricostruire per il bene di tutti. Gli emiliani sono un popolo di lavoratori, sono certa che faremo di tutto per ricreare l'equilibrio dignitoso di sempre, appena superato il trauma, ma qualcuno, io tra loro, già si prodiga per ricostruire e tornare ad essere finalmente liberi dal tormentato momento di vita.
In pochissimi secondi, devastante il tremare, ha atterrato non solo le case, ma anche i contorni delle immagini che avevamo davanti agli occhi, trasformando le fotografie di ieri come fossero state ritoccate da un abile tecnico informatico. Passeggiando per i paesi, ora, non ci si capacita nel vedere l'abitudine derubata del passato e rotta da una violenza incontrollabile, violenza che ci fa sentire davvero piccoli e vulnerabili.
Grande è però la voglia di ricominciare, almeno per me è più prepotente del trauma subito.
Le immagini surreali del mio paese crollato,della sofferenza, della paura negli occhi di chi mi circonda, mi danno la forza per rimettermi "in piedi" e darmi da fare per me e per chi mi circonda, affinchè le mie e le altrui speranze trovino un reale sfogo.
Per questo vi scrivo.
Per tutte le ragioni che ho elencato sopra e per ringraziarvi di cuore, per aver reso possibile il mio rinascere e quello di mia figlia, anche lei malata e materialmente danneggiata dal sisma.
Mi avete dato la possibilità di ricominciare; gesto di assoluta generosità e grandezza d'animo; ancora grazie. Un gesto che ha materialmente dato il via al rifacimento di un tetto, il tetto dell'alloggio di mia figlia. Gesto che ci permetterà di voltare pagina e ricostruire, non solo mattone su mattone, ma anche spiritualmente, una visione della vita, che ora deve trovare equilibrio e caparbietà.
Grazie per averlo reso possibile.
Là dove banche ed istituzioni non hanno dato alcuna garanzia siete arrivati voi e con il vostro contributo avete donato la ripartenza ad una giovane donna affetta da sclerosi multipla, che non avrebbe potuto, da sola, trovare la maniera di garantire un tetto a suo figlio di soli tre anni.
Voi avete regalato i primi mattoni del tetto che li proteggerà in futuro.
Ancora grazie.
Mi ripeto, ma è difficile trovare parole che possano descrivere ciò che provo, sento e che solo la parola "grazie" può interpretare.
Mi auguro che il mio scrivere abbia trasmesso e descritto, in maniera esaustiva, quanto provo, l'affetto che mi lega a voi e il sentimento di sincera riconoscenza che mi unisce a voi ora. Avete regalato a me e mia figlia i nuovi mattoni della nostra nuova vita.

Carolina
da Finale Emilia, epicentro della prima scossa.
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